Una guerra da ferro e... fuoco!!!
Eccoci al quinto capitolo di una delle saghe militari più famose (e migliori) del mondo videoludico: Call of Duty. Dopo il salto nel futuro operato da Call of Duty 4: Modern Warfare, sviluppato da Infinity Ward, la palla (e la storia) torna nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e agli sviluppatori del terzo capitolo della serie: Treyarch. Questa volta però non combatteremo tra le macerie delle città europee, ma nella fitta giungla del Pacifico, contro l'esercito Giapponese.
"Fire in the Hole"
Ben consci dell'aspettativa del pubblico, dopo l'incredibile successo di Modern Warfare, Treyarch si è buttata anima e software in questo grandioso progetto... e, vedendo le prime immagini il risultato si preannuncia epico. La morte si nasconderà dietro ogni cespuglio del gioco, costringendoci ad un approccio incredibilmente tattico, perciò gettarsi nella mischia sparando alla Rambo significherà trovarsi davanti ad una schermata nera dopo pochi secondi. L'intelligenza artificiale dei nemici ci renderà la vita molto difficile: infatti essi si paleseranno a noi solo quando sarà troppo tardi, nascondendosi per continui assalti ed imboscate; soprattutto è notevolmente realistica la loro preferenza delle armi bianche (spade, coltelli, etc...) nelle eliminazioni silenziose. Quindi Il nuovo teatro di guerra imporrà nuove regole di combattimento; infatti la ricerca puntigliosa del realismo storico, operata da Treyarch, ci proporrà la tattica di guerra adottata dagli USA nel Pacifico, chiamata: "Crokscrew and Blowtorch" (alla lettera "Cavatappi e Fiammate"). Tale tattica prevedeva l'uso di due squadroni armati rispettivamente di bazooka e di lanciafiamme, i quali prima facevano uscire allo scoperto il nemico per poi incenerirli. Proprio il lanciafiamme rivestirà il ruolo più importante tra le armi del gioco, fattore dovuto storicamente alla efficacia del suo utilizzo (introdotto dall'esercito USA nel 1943). Tanta importanza è stata data alla ricerca del realismo che Treyarch ha deciso di contattare il tenente colonnello dell'Esercito degli Stati Uniti, Hank Keirsey, come consulente tecnico... quindi aspettatevi un'esperienza senza precedenti.
Immersione totale
Passiamo adesso al comparto tecnico: gli scenari che ci verranno proposti non si discosteranno molto dalla qualità che abbiamo apprezzato in Crysis (innegabile punto di riferimento); la fitta vegetazione e l'acqua renderizzata ci lasceranno a bocca aperta. La fisica poi rivestirà un ruolo fondamentale nella giocabilità (e non solo come orpello estetico). Giusto per fare un esempio: entrando in una capanna potremo creare uno spiraglio sparando sulla parete di legno, dal quale controllare la situazione e avere un punto di vantaggio sul nemico (p.s. anche le pallottole dei nemici attraversano il legno... quindi non aspettatevi di rimanerci nascosti in eterno). Fisica che gestirà tutte le trappole che incontreremo nel gioco; incredibile sarà poi vedere penzolare i nemici uccisi nascosti tra le palme. Per i filmati è stato utilizzato, l'ormai insostituibile, Motition Capture... ma ecco una curiosità per voi: nella realizzazione delle scene all'interno degli aerei è stata costruita una fusoliera negli studi di Treyarch, in questa maniera quando il movimento è stato trasferito nei personaggi, lo scarto era talmente insignificante da creare situazioni quasi perfette senza compenetrazione di poligoni. Accennando anche qualcosa riguardo all'audio del gioco: per realizzare i suoni delle armi sono stati utilizzati la bellezza di 26 microfoni differenti, per cogliere ogni sfumatura possibile. Il multiplayer poi vanterà un sistema cooperativo fino a 4 componenti online e sarà possibile utilizzare anche i veicoli. E se tutto questo non vi bastasse, sappiate che il World at War sarà disponibile anche per Playstation 3, Xbox 360, Nintendo Wii e DS.
Quando impugneremo il lanciafiamme?
Insomma, che dire in conclusione: quello che sta per arrivare sui nostri schermi ha dell'incredibile. La carne al fuoco è tanta e di prima qualità, tutto sta nella sua realizzazione finale. Molti sono i giochi che i programmatori hanno presentato come l'apice della modernità (primo tra tutti l'incredibile flop della A-life di S.T.A.L.K.E.R. Shadow of Chernobyl)... ma penso che Treyarch abbia tutte le possibilità di mantenere le promesse. L'uscita è programmata per la fine del 2008 (anche se a mio avviso è più probabile verso Primavera 2009), allora sapremo se Call of Duty: World at War entrerà nell'Olimpo dei giochi o nell'elenco dei sogni irrealizzati. Risponderete alla chiamata?